Un nuovo approccio per il trattamento
di demenza
e la malattia di Alzheimer

 

 

Methode Doktor Statnikov. Alzheimer-Krankheit

Agenzia di reclutamento «Smart Hunter»

Metodo del dottore Statnikov – non e’ la panacea ma una possibilita’!

Voglio raccontarvi come nella mia pratica medica e’ apparito il tema della malattia di Alzheimer e perche’ riesco ad ottenere dei risultati che non sono raggiungibili con gli altri metodi del trattamento di questa malattia.
Alcuni anni fa e’ ammalato gravemente il padre di un mio amico ed io ho consestito ad aiutare, ma ho avvertito sinceramente che questo e’ il mio primo paziente con la malattia di Alzheimer, il quale dovro’ curare da solo. Cinque anni fa “i luminari” della medicina tedesca hanno diagnosticato questa malattia a lui, all’eta’ di 50 anni, dopo aver fatto un esame assuluto e dopo aver dato una pila dei documenti ben scritti. 
Posso spiegare la mia ironia con il fatto che tra tutti questi documenti non c’era nessun prescrizione medicale! Ho studiato tutto molto attentamente – nessun formula o prescrizione per trattamento. Cinque anni dopo l’identificazione della diagnosi mio amico portava suo padre dai diversi dottori autorevoli e professori universitari. La risposta era sempre stessa – la mallttia e’ incurabile.

E’ evidente che la maggior parte dei parenti sono costretti a rassegnarsi quando sono detti che la malattia e’ assolutamente incurabile. Ho immagginato tutto l’orrore e disperazione, che sentono i famigliari dei pazienti che si sono imbattuti con la realta’ spietata, che e’ il norma per la medicina ufficiale. La mia indignazione della situzione come un dottore, compassione per la persona intima mi hanno fatto cercare un metodo reale ed efficace per aiutare suo padre.

Raccomandazioni per "mosca bianca"

Voglio distrarmi un po dalla malattia di Alzheimer. Voglio raccontarvi di un caso che spiega cosa mi ha spinto a queste azioni. Ancora prima della mia partenza per Germania ho cominciato a curare un altro mio amico – da bambino gli hanno fatto la diagnosi “poliomielite”. Lui era un uomo forte e giovane, ma sua faccia era imbruttita dalla bocca storta semiaperta, che doveva nascondere con la barba. Il storcimento si accresceva quando cominciava a parlare. Solo quelli chi lo sapevano bene riuscivano a capire suo discorso.
Dopo aver esaminato il mio amico, molto facile ho fatto la diagnosi evidente: “il paresi del nervo facciale”. In quel momento ero un neuropatologo malesperto, avevo solo due anni di pratica medica e non avevo esperienza pratica nel campo del trattamento di poliomielite. Ecco perche’ mi sono rivolto a uno dei miei maestri – a Vladimir Scmatko, docente della cafedra di neurologia della universita’ medica di Omsk. Lui ha esaminato il mio amico molto attentamente ed ha confermato la diagnosi. Poi ha chiesto il paziente di uscire per un attimo e mi ha detto: “Non possiamo aiutare il Suo amico. Tanti anni sono passati dopo il debutto della malattia. Ma ho sentito che nella citta’ di Andijan c’e’ un guaritore che cura anche questa patalogia. Non si sa su cosa e’ basato l’effetto del suo trattamento ma lui ha guarito dei pazienti ai quail noi non siamo riusciti ad aiutare. Ti piacciono delle vie non standard, ed hai studiato agopuntura, prova!” Ed io ho provato.
Sono indelebilmente grato al mio maestro per questo consiglio. Dopo due mesi e mezzo il mio amico si e’ sbarbato per la prima volta dopo tanti anni. Suo discorso e’ diventato comprensibile a tutti. Nello stato calmo sua faccia non era piu storta. Non era una guarigione assoluta, mentre parlava si poteva vedere qualche asimmetria, ma la differenza era impressionante.

D’allora il mio maestro a volte mi mandava dei pazienti, ai quail la medicina tradizionale non poteva aiutare. Ho aiutato a molti. Ma non voglio celare che nei certi casi anch’io ero impotente. L’atteggiamento dei miei colleghi verso I miei “esperimenti” era abbastanza controverso. Forse anche per questo mi sentivo come una mosca bianca e a cominciar dalla epoca della ricostruzione di Gorbaciov non ho praticamente lavorato negli istituti del servizio sanitario statali.

Medicina formale

Ma torniamoci alla malattia di Alzheimer. Mi ha stupito l’assurdita’ dell’approccio della medicina ufficiale verso trattamento di molte malattie, sopratutto appartenute alla categoria incurabile. Un vero medico-guaritore deve fare la diagnosi giusta e prescrivere la terapia adeguata per  far venire la sanita’ del corpo. E’ ovvio che in questa condizione anche tutti i segni di malattia scompariranno.
E cosa fa la medicina attuale? Il piu’ delle volte il medico fa la terapia sintomatica, non tenendo in conto l’essenza dei processi patologichi che hanno portato alla malattia. Questo e’ la pratica generale che gia’ non sorprende nessuno. La nostra medicina mondiale ufficiale non e’ piu’ umanamente curativa, e’ diventata produttivistica-tecnocratica, farmacologica e ospedaliera-finanziaria.
La persona malata non la interessa per principio, la malattia viene trattata in modo pratico, come un elemento della struttura economica, ma non come la sofferenza del paziente. Pertanto il sistema della difesa sanitaria non puo’ provvedere la vera sanazione e nei casi delle malattie incurabile tantomeno. In resultato – la persona spesso non ha possibilita’ di vivere propri ultimi anni con la qualita’ della vita degna.  

Qualsiasi persona e’ un biosistema e nella sua attivita’ vitale sottosta non alle leggi politiche-economiche, non burocratiche ma prima di tutto alle leggi biologiche. Il sistema della sanita’ pubblica di oggi contravviene queste priorita’, qundi’ usando i suoi metodi fare la persona sana e’ impossibile! Ricostruzione della sanita’ della persona viene solo dichiarata, ma non e’ lo scopo.

Malattia di Alzheimer – avversario serio

Pero’ innanzi a me era un malato concreto e le mie considerazioni dei problem della medicina di oggi non potevano aiutarlo, per questo mi sono messo a fare qualcosa.  Il paziente era nello stato molto frequente con la malattia di Alzheimer – era assolutamente silenzioso e fermo. Ha conservato la capacita’ di muoversi, ma non ha rilevato nessun bisogno del movimento. Faceva anche i propri bisogni solo per iniziativa dei parenti. Lo stesso con la bevuta dell’acqua e prendimento del cibo. I familiari gli davano a bere e a mangiare quando  credevano bene di farlo. Il paziente a sua volta non opponeva nessun resistenza o tentava di indicare i propri desideri.
Non si orientava nello spazio e non reaggiva a niente tranne il tocco del cucchiaio o bicchiere ai denti. In quel momente si svegliavano i riflessi alimentare e masticatorio. Se il cibo o la bevanda erano a distanza di almeno un centimetro dalla sua bocca – non c’era nessun reazione.
Non reagiva al discorso ma ogni volta che sentiva un suono forte girava la testa verso la fonte del rumore senza errore. Sua faccia non dimostrava nessun emozione. Il suo sguardo era sempre orientato allo stesso punto. Anche l’apparizione dei nipoti non ha cambiava niente nel suo comportamento.  La reazione sui tocchi e baci dei figli e nipoti era momentanea e poco accentuata.  

Lo scopo era estremamente difficile, lo capivo bene, ma tanto volevo aiutare mio amico che ho messo a parte tutti gli altri affairi e lavoravo solo con suo padre.  Ogni giorno per 12-14 ore era continuamente sotto mio controllo. Ostinatamente cercavo e provavo diversi metodi, controllando attentivamente la rezione responsiva e correggendo le proprie azioni. Acconsentite che un lavoro cosi’ intenso e individuale tra dottore e suo paziente e’ impossibile nelle condizioni reali di qualsiasi clinica.

C’e’ risultato!

Gia tra tre settimane sono appariti i primi cambiamenti positivi:

  • Di nuovo ha cominciato a parlare e pronunciare le parole abbastanza distinta, anche se il suo discorso non si poteva chiamare coerente.
  • Ha cominciato a mettere il cucchiaio con cibo vicino alla bocca da solo.
  • Poteva ripetere i miei movimenti piu’ semplici.
  • Non c’era piu’ bisogno di tirarlo continuamente per la mano, poteva camminare nella direzione necessaria da solo. Benche’ non poteva ancora orientarsi nello spazio e circovenire un impedimento.

Tutto il ciclo del trattamento ha durato un po’ di piu’ di sei settimane e in questo tempo sono riuscito ad ottenere degli effetti che hanno stupito me stesso. Mi sembra che i parenti mi hanno preso in sospetto del collegamento con le forze ultraterrene. Adesso faccio la lista delle cose le quali poteva fare il mio paziente dopo questo periodo:

  • Esprimere i propri desideri e bisogni con le parole e mimica.
  • Accendere la TV e scegliere i programmi.
  • Parlare con me e altre persone nella sua madre lingua.
  • Capire le persone attorno quando parlavano in madrelingua o nella lingua dello stato di residenza.
  • Differenziare tutti i parenti e distinguerli dalle persone sconosciute, riconoscere alcuni amici.
  • Di mattina fare spremute per tutta la famiglia. Sbucciare da solo tutta la frutta con il coltello.
  • Andare in bagno da solo.
Da solo (senza essere accompagnato) frequentare la piscina che si trovava ad alcuni centi metri dalla sua casa. L’ultimo effetto ha bastato per 8-9 mesi. Poi a volte chiedeva la strada a casa, ma sempre dava l’indirizzo giusto.

Nascimento del metodo

Facendo questo ciclo di trattamento studiavo la letteratura professionale. Cercavo la risposta alla domanda – cosa altro si puo’ fare per miglioramento dello stato del malato e consolidamento dei successi ottenuti. Cercavo dei casi simili nella pratica degli altri dottori. Ero molto meravigliato perche’ non ho trovato tali risultati del trattamento di Alzheimer. Ho cominciato di studiare il problema piu intensamente ed ho cercato di trovare la motivazione scientifica del mio metodo “neonato”. Era importante per me confermare che i risultati ottenuti da me non erano occasionali e che questo metodo era applicabile agli altri malati.
Ho esaminato otto pazienti con diagnosi “malattia di Alzheimer”. Sette di loro non mi hanno fatto sentire che posso aiutarli. Solo uno aveva molti segni somatichi molto simili ai sintomi del primo paziente, benche’ i disturbi mentali e cognitivi erano molto diversi. E’ apparita sicurezza che nel suo caso mi aspetta successo e non ho sbagliato! I risultati positivi ottenuti erano cosi distinti come nel primo caso, anche se in essenza erano molto diversi.
Ero ispirato con questi successi e mi sono messo per morto al tema della malattia di Alzheimer – cercavo le idee non standart, provavo i mezzi nuovi, metodi, esercizi. C’erano molte discussioni e meditazioni con i miei colleghi, alcuni di loro poi sono diventati i miei partner. Adeso la mia squadra si compone di quattro persone, ognuno e’ professionista nel suo campo e apporta suo contributo unicale all’affare comune.
Un altro passo grandissimo avanti secondo me e’ conoscenza con i lavori di Thomas Kitwood. Non era un dottore, era un psicologo, ma il suo approccio verso i pazienti con la demenza faceva un effetto terapeutico meraviglioso! Solo una cosa mi attristava: ancora poteva davvero aiutare solo una parte piccola dei pazienti, solo quelli chi avevano dei certi segni –“la porta di entrata”.

Prevedo la domanda logica: che trattamento ho fatto verso questo paziente? Vi do la risposta in generale: ho usato dei metodi fisici e fisioterapeutici. Voglio sottolineare – nessun medecamenti!

Know-how? Usatelo pure!

Perche’ non descrivo la metodica usata in dettagli?
Non solo perche’ e’ una cosa del tipo know-how, ma anche per questo. La causa principale e’ che solo dei professionisti potranno usare la mia metodica, le persone che tranne le sapienze mediche hanno:

  • Non meno di cinque ore del contatto manuale col corpo del paziente.
  • Minimo di 5 anni della pratica continua della lotta sportiva qualsiasi.
  • Bella sensibilita’ termica e tattile delle dita e di tutta la mano.
  • Capacita’ avanzata per empatia.
  • Capacita’ avanvata di leggere la lingua di corpo del paziente.

Consentite che non molti dei colleghi-dottori corrispondono a questi criterii. Devo anche notare che sono indicate solo le richieste necessarie, ma non sufficienti! Fidatevi che queste richieste hanno le cause obbiettive e senza averle c’e’ poco senso provare a studiare e usare il mio metodo per curare la malattia di Alzheimer. A quelli chi corrisponde ai criterii sopraindicati, sono pronto a consegnare questo know-how.
Perche’ sono pronto? Perche’ non ho dubbi? Tutto molto semplice:

  • Sono sicuro che non ci sono molti specialisti cosi.
  • Numero dei malati con diversi formi di demenza aumenta ogni anno precipitevolmente. Anche tutti i specialisti insieme oggi non potranno affrontare col questo numero dei pazienti.
  • Il mio metodo di trattamento al massimo e’ effettivo con 30% dei pazienti con la malattia di Alzheimer. Nel trattamento dei resti pazienti, vi dico onestemente, siamo ancora quasi impotenti ad ottenere dei risultati sufficienti.
  • Sulla base dell’esperienza pratica vi dico che io, anche facendo parte della nostra squadra, posso curare non piu’ di 10-12 pazienti all’anno.
Per questo, spettabili colleghi, non c’e’ nemmeno allusione di concorrenza in questa situazione.

Con rispetto sincere verso il lettore.

Dottore Statnikov

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